Prova!!!

13 Luglio 2007 Commenti chiusi

Questa è esclusivamente una prova. Faccio un po’ di fatica, grazie anche alla mia amica pigrizia, a capire il funzionamento di una cosa nuova, come questo trasferimento del blog su una nuova piattaforma. Ho litigato col modulo di registrazione, perchè mi lasciava intendere che mi offrivano un servizio internet tiscali adsl. Io volevo solo aprire un indirizzo di posta tiscali per accedere al mio blog.. Finita questa operazione, esausta, ho aperto il mio pannello di controllo. Ma non trovo il mio blog uffinaaaaaaaa!! Solo l’anteprima che non mi sembra la stessa cosa. Incavolata perchè non trovo sull’anteprima i miei vecchi post, ora posto queste due parole. E voglio vedere cosa succede. E se….. noooooooo, non voglio pensarci. Andrà tutto bene. So che alla fine ci riuscirò a capire qualcosa… tutto no, sarebbe troppo per me.

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Il Castello di Fumone

28 Giugno 2007 2 commenti


A 80 chilometri a sud di Roma sorge il castello di Fumone (nella provincia di Frosinone). Splendida fortezza medioevale, inespugnabile, il castello fu usato per oltre 500 anni come baluardo verso il mezzogiorno e prigione pontificia per illustri personaggi. Nel 1295 vi fu rinchiuso, da Bonifacio VIII, il Santo Papa Celestino V che qui morì. Nel 1584 acquistato dalla Famiglia Longhi, fu trasformato in una dimora principesca. Un particolare curioso è costituito dalla salma di un bambino imbalsamato: una leggenda narra che il castello di Fumone è frequentato dal fantasma di Emilia Caetani Longhi che nel 1800 fece imbalsamare il figlio morto alla tenera età di cinque anni, sembra per mano delle sorelle. Egli è custodito in una teca di cristallo e si racconta che la madre lo vada a trovare ogni notte. La donna cammina inquieta, facendo riecheggiare i suoi passi. Punto di orgoglio del castello è il meraviglioso giardino pensile, uno dei più importanti d?Europa, costruito nel 1600 si estende su 3.500 metri quadri con vista panoramica su oltre 40 paesi. C?è un albero particolarissimo formatosi dall?unione di due querce che si sono intrecciate come in un abbraccio. E? chiamato albero dell?amore e si dice che il toccarlo porti fortuna in amore.

Albero dell?amore

C’è in Ciociaria
un giardino pensile
che affonda le radici
nelle sale del castello
dove vaga il fantasma
in cerca del tempo
rubatogli dall’avidità sorella.
Invoca il perdono
per coloro che contrastano la vita,
e ha gettato nella terra
il seme dell’albero dell’amore.
Due querce hanno intrecciato
radici e corpo in un abbraccio
per nutrirsi della stessa linfa
e spargere più forte
l’alito dell’amore sul mondo folle.

Maria

Giochi d?acqua a Villa d?Este

26 Gennaio 2006 9 commenti

Si smarrisce nei cieli dell?eternità
la villa che racchiude
nei suoi scrigni
anche i segreti
del nostro primo incontro
in un mattino di novembre
sui viali del paradiso.

Ovunque si volgesse
lo sguardo
si tuffava
in prismi di luce.
I pensieri
rincorrevano frastornati
i giochi d?acqua
tra fontane e cascate.
I passi
scandivano melodie
amplificate dallo scroscio
dei riccioli di giovani nuvole.

I cuori
come conchiglie floreali
zampillavano emozioni
a lambire con splendidi versi
la nostra poesia.

Prendimi per mano

24 Gennaio 2006 5 commenti


A volte la vita rende duri e diventa difficile per una persona (soprattutto se ha vissuto da adolescente negli anni della seconda guerra mondiale, della miseria, della lotta quotidiana per la sopravvivenza) manifestare le proprie emozioni anche con i figli.

Prendimi per mano (dedicata a mio padre)

Siediti qui vicino a me,
poggia sulla panchina
la divisa cucita
masticando pane duro
tra gli echi dei cannoni.
Ascolta il lamento del cuore,
guarda tra le pieghe del pensiero
e con quel tono nascosto
tra le rughe di ruoli ingialliti
chiedimi per una volta
?Come ti va??
Dipingi la mano
profumata di marsiglia
sui miei capelli orfani.
Sul fondo del sorriso
ombre di parole
attendono l?alba.
Il tempo non è amico
di chi va curvo
per i campi di papaveri.
Prendimi per mano
sull?ultimo tratto di strada
e insieme leggiamo
il volo dei gabbiani
mentre i nostri passi
si muovono leggeri
su petali rossi.

Maria

Mi perdo nella tua felicità

20 Gennaio 2006 1 commento

I tuoi occhi sono cesti
colmi di frutti succosi
raccolti nei campi
dove sapientemente seminati
hanno visto sorgere il sole
là dove una carezza rosea
tinge sogni in attesa di levarsi.
Hanno visto nubi scuotere
i venti bizzarri
per far spazio all?azzurro infinito
Hanno visto la signora notte
avvolgere i sogni
e serbarli caldi sul guanciale
tra i miei seni.
Ti sazi di essi
ed io mi perdo
nella tua felicità.

Maria 5 novembre 2005

Neve in fiore

20 Gennaio 2006 3 commenti


Cade la neve
sui Monti Cimini
lenta, lenta
a gocce soffici
candide.
E? il bianco manto
a riflettere il raggio
dei baci a valle
sull?algido lago.
Pendono dai rami nudi
ghirlande di fiori
sortiti da sogni primaverili.
Su rocce plasmate
dal tempo incantato
da venti danzanti
sbocciano ginestre.
Sotto la coperta gelida
cuori in festa
sfogliano i petali
della Poesia.

Maria 30 gennaio 2005

Polvere di stelle

16 Gennaio 2006 1 commento

Vago nella notte
a recuperare sogni
lasciati dietro angoli
di vecchie vie.
Li rivoglio tutti.
Sono gemme
che ho coltivato
con deboli slanci
e che falsi angeli
han rubato
per nutrire le loro ali.
M?immergo
nel blu macchiato
di polvere di mimose
che, ogni notte,
esplodono.
Avvinta
da tal luccichio,
ogni granello è un dono
che abbraccio
nel verde dei miei prati
e nel marrone dei miei boschi.
Li curerò
con passione,
e ne raccoglierò
stavolta il frutto.
E vivrò,
finalmente,
la mia estate.

La voce del mare

14 Gennaio 2006 4 commenti

Seduta sullo scoglio
osservo il cielo specchiarsi in te.
E? un lamento la tua voce
che mi penetra dolcemente.
I muscoli si rilassano
la mente si perde nei tuoi segreti
il corpo affonda nei tuoi abissi.
Ti penetro dolcemente
scivolo nei tuoi umori
come delfino ti salto in grembo
E ogni granello dei tuoi fondali
è un mondo che racchiude segreti..
Risalgo a riva, mi volto
ti sorrido prima di
rientrare nella quotidianità.
O mare
vorrei berti tutto
per saziare l?anima
con l?infinità
dei tuoi silenzi e sguardi.

Sensazione

11 Gennaio 2006 2 commenti


Con passo incerto

e respiro aritmico

attraverso un viale fitto,

la bruma che avvinghia

le braccia lignee

mi fa paura.

Il tonfo di una pigna

mi scuote

e avanzo verso l?uscita

Abbagliata dalla luce

vivo il momento

con l?ansia di una farfalla

prima che la notte

allunghi le mani

a fermare le sue ali.

La speranza

9 Gennaio 2006 4 commenti


Tempo fa, il mio giovane amico Christian, mi disse:- Maria, affacciati alla finestra , osserva ogni particolare, ogni colore e racconta cosa vedi a chi, per sentirsi meglio, ha bisogno di una piccola speranza!
Ed io chiusi gli occhi, guardai….”fuori” e raccontai.
- Vedo un sentiero lungo, uno di quei vecchi sentieri che stanno lì da secoli, consumati dal passaggio di tanti sogni, affanni e dolori. C?è un uomo,giovane di aspetto, ma dallo sguardo profondo di chi ha sofferto ed è stato abituato a porsi tante domande e a sforzarsi per trovare altrettante risposte,di chi ha sempre cercato un qualcosa che ancora non ha trovato. Lungo il sentiero ha incontrato tanta gente diversa, strana; persone che lo hanno preso a schiaffi e persone che gli hanno teso una mano e lui ha imparato a fare altrettanto per difendersi e per non morire dentro.
E? quasi sera, quando l?uomo, stanco,arriva in cima ad una collina; lì c?é un albero frondoso, sotto il quale si siede e ammira il suo tramonto. Quella preziosa sensazione di infinito, di pace, quei colori e i mille luccichii su quel mare lontano, lo aiutano a prender sonno, l?unico momento, forse, di abbandono.
Al mattino, destato da un sole fulgente e caldo, riprende il cammino verso il mare. Sulla spiaggia ha una visione: c?é una giovane donna che, col vestito tirato sù per non bagnarlo, raccoglie variopinte conchiglie. Ha nei capelli il colore rosso dorato del suo tramonto, negli occhi l?azzurro del suo mare. Lei alza lo sguardo e gli sorride. Quel sorriso seducente gli dà l?impressione di aver toccato il suo tramonto, di stare per abbattere ogni barriera con il mondo intero,gli infonde quella siurezza che gli mancava.
In un attimo capisce che non sarà più solo a combattere, anzi, sa che, da quel momento in poi, ogni battaglia sarà più facile da vincere e che arriverà là dove il suo sguardo è rivolto da sempre: la pace con se stesso e con gli altri.